
Gli itagliani soffrono di una pericolosa sindrome di dipendenza.
Alla maggioranza degli itagliani piace avere un leader da seguire, e ognuno si affascina a quello che piu’ gli e’ vicino,o a quello che vorrebbe diventare da grande.
Ora, ci vuole veramente tanta pieta’ per chi si sceglie come leader Berlusconi, e probabilmente ci vorrebbe “uno bravo” (sottinteso uno psicanalista) per chi si sceglie come leader Bossi o Calderoli, ma in genere affiora questo bisogno di avere una guida, un essere umano/sovrumano che ci dice il perche’ e il percome, che ci indica il nemico contro cui ringhiare e ci consiglia l’amico a cui affidarci, che ci spiega per bene cosa si fa e ci ammonisce su cosa non si fa, che ci racconta come va il mondo e noi li’ che annuiamo.
Poi una certa parte degli itagliani segue il “leader” con una certa continuita’, ma la maggioranza lo osserva e ne assume le perle di saggezza solo durante la campagna elettorale. Piu’ che altro, come gia’ detto, per sapere cosa c’e’ di nuovo per cui valga la pena vendere il culo.
Ogni leader e’ ovviamente un uomo, con la sua visione, con le sue motivazioni, con i suoi obiettivi piu’ o meno chiari, piu’ o meno confessabili.
Ognuno di noi ha, o ha avuto, una propria visione,le proprie motivazioni, i suoi obiettivi piu’ o meno chiari, piu’ o meno confessabili. E’ molto bello parlarci, raccontarci cosa abbiamo scoperto, cosa abbiamo sperimentato, cosa pensiamo e cosa facciamo, ma poi la verita’ credo sia una per ciascuno di noi, e se ognuno di noi continuasse giorno per giorno a cercarla e a metterla alla prova, a raccogliere informazioni e ad avere la pazienza di farsi un’idea propria prima di aderire a quella di qualcun altro, forse si potrebbe fare a meno del leader, o meglio probabilmente saremmo tutti dei leader.
Non esiste, credo, una notizia che sia vera, come non e’ possibile dire che una foto o quello che accade in televisione, anche in diretta, sia la realta’; sono solo frammenti che qualcuno seleziona da una realta’ molto piu’ vasta, e rappresentazioni personali di cio’ che accade veramente.
Il seguito che sta avendo ad esempio Beppe Grillo (di fatto un leader) e’ una cosa importante, ma la cosa migliore che rappresenta e’ che ognuno di noi dovrebbe veramente essere autonomo nel giudizio e soprattutto nell’azione, proprio come ha cominciato lui, e credo che sia questa sua ispirazione iniziale che abbia affascinato moltissime persone.
Stiamo vivendo un’epoca planetaria in cui siamo bombardati di notizie, e dietro ogni notizia credo sia giusto sempre cercare di scoprire cosa e chi ci sia. Internet e’ uno strumento prezioso, ma anche qui ci sono leader piu’ o meno occulti che pilotano parte (gran parte?) delle informazioni, e giorno dopo giorno si appropriano di strumenti fino a un secondo prima liberi e piu’ o meno indipendenti (wikipedia, per esempio).
La nostra anima nasce libera, ma il miracolo dura poco. Giorno dopo giorno assumiamo “insegnamenti”, cose utili e cose decisamente dannose, dogmi e condizionamenti che diventano coscienza e carattere, e quando siamo grandicelli l’universo mediatico fa a gara per infilare qualcosa nel nostro inconscio, giorno dopo giorno, notizia dopo notizia.
Essere svegli e sentirci gli unici responsabili delle nostre scelte credo che sia l’unica cosa che puo’ renderci un po’ piu’ liberi, prima nel giudizio e poi nell’azione.
E se e’ possibile, affanculo i leaders.